La dichiarazione IMU e gli adempimenti relativi alla TARI rappresentano per proprietari e contribuenti importanti obblighi fiscali legati agli immobili. Cosa accade in caso di mancata dichiarazione IMU e TARI e quando è realmente necessario presentarla? L’omissione può comportare sanzioni, oltre al recupero delle somme eventualmente non versate, e in alcuni casi anche la perdita di agevolazioni cui si ha diritto. Particolare attenzione va inoltre prestata ai termini di prescrizione e alle conseguenze di una mancata dichiarazione protratta per più anni.
È obbligatorio presentare la dichiarazione IMU?
La dichiarazione IMU non deve essere presentata ogni anno da tutti i proprietari di immobili. L’obbligo scatta quando si verificano situazioni, variazioni o condizioni che modificano gli elementi rilevanti per la determinazione dell’imposta e che non sono conoscibili dal Comune attraverso le proprie banche dati.
La dichiarazione IMU si deve presentare, ad esempio, quando la titolarità dell’immobile è stata acquisita nel corso dell’anno, o quando l’immobile beneficia di una riduzione o di un’esenzione dell’imposta, per la quale il Comune non dispone già delle informazioni necessarie, come nel caso degli immobili inagibili, di quelli di interesse storico o artistico o di quelli occupati abusivamente da terzi. L’obbligo della dichiarazione è altresì previsto per:
- immobili oggetto di locazione finanziaria (leasing);
- terreni agricoli diventati aree fabbricabili;
- aree divenute edificabili a seguito della demolizione di un fabbricato;
- immobili oggetto di concessione amministrativa su aree demaniali;
- riunione o cessazione di diritti reali, quando la variazione non risulta dalle banche dati utilizzate dal Comune;
- immobili assegnati ai soci di cooperative edilizie, nei casi previsti dalla normativa;
- enti non commerciali, anche in assenza di variazioni.
La dichiarazione va presentata al Comune in cui si trova l’immobile, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione rilevante ai fini IMU, e continua a produrre effetti negli anni successivi, finché non cambiano gli elementi che determinano l’imposta.
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Cosa succede se non presento la dichiarazione IMU?
Quando la dichiarazione IMU è obbligatoria e non viene presentata, il Comune può contestare l’omissione e procedere all’accertamento del tributo eventualmente non versato, con conseguente applicazione di sanzioni e interessi, motivo per cui è importante sapere cosa accade in caso di IMU non pagata dopo 5 o 10 anni.
Per le violazioni commesse fino al 31 dicembre 2026, l’omessa dichiarazione IMU prevede una sanzione tra il 100% e il 200% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro.
A partire dal 1° gennaio 2027 cambieranno le sanzioni, in base alle novità contenute nel Decreto Legislativo n. 147 del 7 agosto 2026. Nel dettaglio, la sanzione per omessa dichiarazione IMU è fissata al 100% del tributo non versato, sempre con un minimo di 50 euro.
Tra le conseguenze dell’omessa dichiarazione IMU c’è della perdita delle agevolazioni, o meglio il rischio che ciò possa accadere, visto che la mancata presentazione preclude la possibilità di beneficiare di eventuali riduzioni ed esenzioni, quando la dichiarazione è necessaria per comunicare al Comune i requisiti che danno diritto al beneficio.
Non tutte le agevolazioni, però, sono automaticamente perse in caso di omissione della dichiarazione IMU. È necessario verificare la specifica misura, gli obblighi dichiarativi previsti dalla normativa e le disposizioni contenute nel regolamento IMU del Comune.
Quando la dichiarazione viene presentata spontaneamente prima che la violazione sia contestata, entra in gioco il ravvedimento operoso, che consente di ridurre la sanzione in presenza dei requisiti previsti dalla normativa. Per le dichiarazioni IMU presentate entro 90 giorni dalla scadenza, ad esempio, è prevista la riduzione della sanzione a un decimo del minimo. È possibile ricorrere al ravvedimento anche oltre i 90 giorni, applicando le specifiche riduzioni in base al tempo trascorso dall’irregolarità.
Qual è la prescrizione per l’omessa dichiarazione IMU?
Per i tributi locali come l’IMU, il Comune deve notificare l’avviso di accertamento entro un arco temporale ben definito, rispettando il termine di decadenza dell’attività accertativa. La prescrizione dell’omessa dichiarazione IMU scatta il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata, in linea con quanto ribadito dalla Corte di Cassazione in un’ordinanza di gennaio 2026.
Sempre la Suprema Corte, con la sentenza n. 3021 del 2024, ha stabilito che ”il termine di prescrizione del reato di omessa dichiarazione, decorre non dal giorno in cui l’accertamento del debito di imposta diviene definitivo, ma dal 91° giorno successivo alla scadenza del termine ultimo stabilito dalla legge per la presentazione della dichiarazione annuale.
Cosa succede se non ho mai dichiarato la TARI?
La TARI presenta delle caratteristiche diverse dall’IMU: l’obbligo di dichiarazione dipende dalle regole applicabili al tributo e dal regolamento comunale, ma in linea generale chi occupa o detiene un immobile deve comunicare al Comune gli elementi necessari per determinare la tassa.
Se la denuncia non è mai stata presentata, il Comune può ricostruire la posizione del contribuente sulla base dei dati catastali e notificare un avviso di accertamento per omessa dichiarazione TARI, recuperando le annualità ancora accertabili. Come nel caso dell’IMU, per l’omissione della dichiarazione TARI, è prevista una sanzione amministrativa dal 100% al 200% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro, fino al 31 dicembre 2026 e del 100% dall’1 gennaio 2027, sempre con un fisso di 50 euro.
Chi intende regolarizzare spontaneamente la violazione commessa, può fare ricorso al ravvedimento per omessa dichiarazione TARI. Entro il termine di 90 giorni la sanzione è ridotta a 1,10 del minimo, mentre oltre i 90 giorni il taglio della misura sanzionatoria diventa progressivamente meno conveniente a seconda del tempo trascorso.
Chi si accorge di avere una omessa dichiarazione TARI per più anni, dovrebbe verificare tempestivamente con il Comune quali annualità siano ancora regolarizzabili e quali siano invece già interessate da un procedimento di accertamento.
Quanto alla prescrizione per l’omessa dichiarazione TARI, come per l’IMU occorre fare riferimento al termine quinquennale per l’accertamento previsto per i tributi locali, quindi entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
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Mancata dichiarazione IMU e TARI per più anni
La situazione diventa più complessa quando il contribuente non ha presentato la dichiarazione IMU o TARI per diversi anni consecutivi. In passato il tema del cumulo giuridico per omessa denuncia TARI è stato oggetto di diverse interpretazioni e pronunce giurisprudenziali.
Un importante chiarimento giunge dalla sentenza n. 998 del 2023 della Corte di Cassazione, in cui si afferma che in caso di più violazioni, una per ciascuna annualità, queste possono essere trattate unitariamente attraverso il cumulo giuridico, con l’applicazione della sanzione prevista per la violazione più grave aumentata.
Alla luce di ciò, si può affermare che è prevista una sanzione unica per la mancata dichiarazione IMU e TARI per più annualità, ma la stessa è applicata con gli aumenti stabiliti dall’attuale normativa, con una sola determinazione complessiva della sanzione, anziché con la somma delle sanzioni irrogate separatamente per ogni anno.

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