Cosa sono gli alberi latifoglie, le loro caratteristiche e quali coltivare

Gli alberi latifoglie sono piante legnose con foglie larghe e piatte, attraversate da una rete di nervature ben visibile. Querce, faggi, aceri, castagni, tigli: quasi tutti gli alberi che si trovano in un bosco di pianura o di collina in Italia appartengono a questo grande gruppo. Dal punto di vista botanico, le latifoglie sono angiosperme, cioè piante che producono fiori e racchiudono i semi all’interno di un frutto. È proprio questo il tratto che le separa nettamente dalle conifere, come pini e abeti. Ecco cosa sono gli alberi latifoglie e quali sono i più adatti alla coltivazione in giardino.

Quali alberi sono latifoglie

Il gruppo è vastissimo e conta migliaia di specie in tutto il mondo. Le latifoglie più diffuse in Italia e in Europa, quelle che con buona probabilità si incontrano in un parco, lungo un viale o durante una passeggiata in montagna, sono:

  • Quercia: include farnia, rovere, roverella, cerro, leccio e sughera. È forse la latifoglia per eccellenza, simbolo di forza e longevità.
  • Faggio: domina i boschi appenninici e prealpini tra gli 800 e i 1.700 metri, con una corteccia grigia e liscia inconfondibile.
  • Castagno: coltivato da secoli per i frutti e per il legno, resistente e ricco di tannini.
  • Acero: campestre, montano, riccio e giapponese. Le foglie palmate sono facili da riconoscere, soprattutto quando in autunno si tingono di rosso e arancio.
  • Tiglio: albero da viale per eccellenza, famoso per i fiori profumatissimi usati nelle tisane.
  • Frassino: ha foglie composte e un legno elastico, storicamente usato per manici di attrezzi.
  • Betulla: la corteccia bianca la rende una delle latifoglie più eleganti e riconoscibili.
  • Pioppo: cresce rapidamente, ama le zone umide ed è molto coltivato per la produzione di legno e carta.
  • Salice: dal salice piangente ai salici di ripa, è legato ai corsi d’acqua.
alberi latifoglie

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Sempreverdi o caducifoglie? Le caratteristiche

Una delle convinzioni più diffuse è che le latifoglie perdano tutte le foglie in inverno. In realtà non è così: esistono latifoglie caducifoglie e latifoglie sempreverdi, e la differenza dipende soprattutto dal clima in cui ciascuna specie si è evoluta.

  • Le latifoglie caducifoglie: sono gli alberi che si spogliano in autunno e così rimangono fino alla primavera. Faggio, castagno, acero, betulla, tiglio, pioppo e la maggior parte delle querce rientrano in questa categoria. Perché lo fanno? Le foglie larghe sono ottime per catturare la luce, ma in inverno diventano un problema. Perdono molta acqua per traspirazione proprio quando il terreno gelato non permette alle radici di assorbirne.
  • Le latifoglie sempreverdi: queste specie mantengono la chioma tutto l’anno. Non significa che le foglie siano eterne: vengono sostituite gradualmente, poche alla volta, senza che l’albero resti mai spoglio.
  • Il caso particolare delle specie marcescenti: alcune latifoglie, come la roverella, il carpino bianco e i giovani faggi, sono marcescenti. In autunno le foglie seccano e diventano marroni, ma restano attaccate ai rami per tutto l’inverno, cadendo solo in primavera quando spuntano le nuove gemme.
alberi latifoglie

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Che differenza c’è tra latifoglie e conifere?

Le latifoglie sono angiosperme con foglie larghe e semi racchiusi in un frutto, mentre le conifere sono gimnosperme con foglie ad ago o a squama e semi “nudi” portati da coni (pigne). Le principali differenze sono:

  • Le foglie: le latifoglie hanno una lamina fogliare ampia e piatta, con nervature ramificate. Le conifere, invece, sviluppano aghi sottili (pino, abete, larice) o piccole squame sovrapposte (cipresso, tuia, ginepro).
  • Fiori, frutti e semi: le latifoglie producono fiori, a volte vistosi come quelli del ciliegio o della magnolia, a volte quasi invisibili come gli amenti del nocciolo. Dopo l’impollinazione il fiore si trasforma in un frutto che protegge il seme: una ghianda, una castagna, una samara alata, una drupa. Le conifere non hanno fiori veri e propri.
  • Il legno: in falegnameria si parla spesso di legno duro per le latifoglie e di legno tenero per le conifere e, in alcuni casi risulta essere ottimo per il camino.
  • Habitat e distribuzione: le conifere si sono adattate meglio agli ambienti difficili: alta montagna, climi freddi, suoli poveri. Le latifoglie prevalgono invece nelle zone temperate di pianura e collina e nelle foreste tropicali.
alberi latifoglie

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Gli alberi latifoglie da coltivare in giardino

Per scegliere la latifoglia giusta per il proprio spazio verde bisogna valutare tre aspetti: le dimensioni da adulta, il clima della zona e l’effetto da ottenere. Ecco una selezione delle specie più adatte, dalle più compatte alle più maestose:

  • Acero giapponese (Acer palmatum): perfetto per giardini piccoli e persino per il vaso, raramente supera i 4-6 metri. Le foglie finemente incise diventano rosso fuoco in autunno. 
  • Albero di Giuda (Cercis siliquastrum): in primavera si copre di fiori rosa-violetto che spuntano direttamente sui rami, prima delle foglie. 
  • Ciliegio da fiore (Prunus serrulata): il ciliegio in giardino è la scelta ideale per chi cerca un effetto “hanami” in miniatura. 
  • Lagerstroemia (Lagerstroemia indica): conosciuta come “lillà delle Indie”, fiorisce in piena estate, quando quasi tutto il resto riposa. 
  • Magnolia grandiflora: una latifoglia sempreverde imponente, con foglie lucide e fiori bianchi profumatissimi in estate. 
  • Betulla (Betula pendula): leggera ed elegante, con la corteccia bianca che illumina il giardino anche d’inverno. 
alberi latifoglie

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