La cantina è tra gli ambienti domestici più esposti a problemi di umidità: spesso ci si accorge del problema solo quando compaiono cattivi odori o macchie sui muri, ma a quel punto il deterioramento è già avanzato. L’umidità in cantina riguarda la maggioranza dei locali interrati, a prescindere dall’età dell’edificio, e intervenire correttamente significa prima capire l’origine del fenomeno, per poi scegliere le soluzioni adatte per risolvere il problema.
Perché si forma umidità in cantina
Alcuni locali della casa, come cantine e taverne, sono esposti a livelli di umidità strutturalmente più elevati rispetto al resto dell’abitazione, per via della loro posizione interrata. Questo tende a provocare tre diversi fenomeni, spesso combinati tra loro:
- la risalita capillare (o umidità di risalita) porta l’acqua del sottosuolo a risalire nei pori della muratura;
- l’infiltrazione laterale avviene dove l’impermeabilizzazione esterna manca o si è degradata, consentendo all’acqua piovana di penetrare;
- la condensa si forma quando l’aria più calda entra nell’ambiente, trova superfici fredde e scarica il proprio vapore acqueo su pareti e pavimento.
Qual è il livello di umidità ideale in cantina
Il livello ottimale di umidità in una cantina dipende dal suo utilizzo: se è uno spazio prevalentemente usato come deposito o per hobby sporadici, l’umidità dovrebbe restare tra il 40% e il 60%, mentre per la conservazione di alimenti il range consigliato è 50-65%; se si usa per la conservazione del vino sono accettabili valori fino al 70-75%, purché non si sviluppino muffe.
Monitorare questi valori con un igrometro, cioè uno strumento economico e semplice da utilizzare, permette di intervenire prima che compaiano i primi danni.
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Quando l’umidità in cantina è un vero problema
Il deterioramento della cantina dovuto all’umidità può non essere sempre facile da individuare, ma in alcuni casi – e in presenza di determinati segnali – è possibile capire che è necessario un intervento tempestivo:
- odore di chiuso, stagnante e persistente, che non si dissipa nemmeno facendo ventilare l’area;
- aloni scuri che compaiono nella parte bassa delle pareti e si estendono verso l’alto;
- depositi biancastri e polverosi sull’intonaco (efflorescenze saline);
- chiazze nere o verdastre negli angoli meno esposti all’aria, indici della presenza di muffa;
- pittura che si stacca dal muro, superfici in legno che si deformano e rivestimenti che si rigonfiano;
- oggetti conservati in cantina – come scatoloni, indumenti, libri – che si rovinano rapidamente.
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Risolvere il problema: come eliminare l’umidità in cantina
A seconda dell’entità del problema e alle cause che lo hanno scatenato, è possibile scegliere tra vari metodi, dall’efficacia differente, per tentare di eliminare l’umidità in cantina e quindi risolvere le sue conseguenze, come muffa e condensa.
Usare un buon deumidificatore
Tra gli strumenti utili per ridurre notevolmente l’umidità, quello più indicato è il deumidificatore a condensazione: per spazi compresi tra i 15 e i 30 m2, un modello da 10-20 litri giornalieri è generalmente adeguato. La presenza di un igrostato integrato non è da sottovalutare, poiché regola il funzionamento in modo autonomo, evitando consumi inutili; chi ha uno scarico a pavimento in cantina può optare per un modello con svuotamento automatico.
Rimedi naturali contro l’umidità in cantina
Come complemento, in piccoli spazi con umidità lieve, si possono usare rimedi naturali contro l’umidità in cantina: sale grosso in ciotole, riso in contenitori aperti o carbone attivo, che offre in aggiunta proprietà deodoranti contro l’odore di muffa; si tratta comunque di soluzioni di supporto, non definitive.
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Interventi strutturali
Quando il problema dell’umidità in cantina dipende da delle infiltrazioni o da una risalita capillare persistente, i rimedi ambientali non eliminano la causa, e si rendono quindi necessari interventi più profondi come:
- impermeabilizzazione delle pareti con prodotti specifici;
- iniezioni chimiche nei muri;
- drenaggio esterno con scavo attorno alle fondazioni (nei casi più gravi).
Si fa presente inoltre che gli intonaci deumidificanti funzionano solo se scelti in base alla composizione dei sali già presenti nella muratura: applicarli senza un’analisi preliminare porta spesso a risultati temporanei o nulli.
Proteggere gli oggetti in cantina dall’umidità
Alcune accortezze aiutano a preservare dall’umidità ciò che viene riposto in cantina. In particolare si consiglia di:
- mantenere almeno 10 cm tra gli oggetti e le pareti, per favorire la circolazione dell’aria e prevenire la condensa localizzata;
- preferire gli scaffali metallici a quelli in legno, più soggetti a deformazioni;
- conservare vestiti e tessuti in sacchi sottovuoto, mentre documenti, fotografie e libri richiedono contenitori di plastica chiusi ermeticamente, sollevati da terra.
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Come arieggiare una cantina ed eliminare l’odore di umidità
La ventilazione è la prima difesa contro l’umidità, ma va praticata con criterio: fare arieggiare gli ambienti interrati nei momenti sbagliati può peggiorare la situazione invece che migliorarla, soprattutto in estate.
Ventilare la cantina in estate
In estate, aprire le finestre durante le ore più calde è uno degli errori più diffusi: l’aria calda esterna entra, trova le superfici fredde delle pareti e scarica il proprio vapore acqueo sulla muratura, creando condensa in casa e in questo caso anche in cantina. Le finestre andrebbero aperte nelle prime ore del mattino o in serata, per una ventina di minuti, richiudendole subito dopo.
Ventilare la cantina in inverno
In inverno il meccanismo funziona al contrario: l’aria fredda esterna trattiene poca umidità assoluta, e una volta entrata in cantina si scalda, acquistando la capacità di assorbire il vapore in eccesso dell’ambiente.
10 minuti di ventilazione a metà giornata sono sufficienti; bisogna però evitare di raffreddare troppo la cantina, a tutela di alimenti e impianti idraulici.
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Prevenire la muffa in cantina: le buone abitudini
La prevenzione è la strategia più economica contro il problema della muffa in cantina, e passa da alcune buone abitudini da adottare subito:
- monitorare regolarmente l’umidità con l’igrometro;
- esaminare con regolarità le superfici di muri e soffitto;
- controllare l’impianto idraulico per assicurarsi che non abbia perdite e verificare il corretto funzionamento delle canalizzazioni esterne, che devono convogliare l’acqua lontano dalle fondazioni;
- organizzare bene la cantina di casa cercando di evitare materiali assorbenti come cartone e legno non trattato, che favoriscono la proliferazione di muffe.
Chi utilizza la cantina come spazio vissuto può anche valutare un sistema di ventilazione automatica con sensori di umidità, capace di mantenere un microclima stabile senza interventi manuali quotidiani.

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