Uno dei borghi più belli sul Lago di Como è sicuramente Varenna, ben noto per il suo romantico lungolago, chiamato anche Passeggiata degli Innamorati, la meravigliosa Villa Monastero e il Castello di Vezio, da cui si gode di un meraviglioso panorama. Tuttavia, anche questo comune sta soffrendo tutte le criticità legate all’overtourism. Per questo è stata proposta l’istituzione di una tassa di sbarco a Varenna: al pari di ciò che è previsto per alcune isole.
Cos’è una tassa di sbarco
La tassa di sbarco è un contributo economico che viene richiesto ai visitatori quando accedono a una località specifica, solitamente tramite traghetti o battelli. Imposta alternativa alla tassa di soggiorno (non si pagano entrambe) è spesso vigente per comuni che si trovano nelle isole minori.
L’obiettivo principale di questa tassa non è quello di scoraggiare il turismo, bensì di trovare un equilibrio tra la necessità di accogliere i visitatori e quella di tutelare il territorio, le sue infrastrutture e la qualità della vita dei residenti.
La proposta di istituire una tassa di sbarco
La proposta di introdurre una tassa di sbarco a Varenna nasce come risposta concreta all’incremento esponenziale dei visitatori che, soprattutto nei periodi di alta stagione, affollano il borgo, le sue sponde sul Lago di Como o la bellissima Villa Monastero. In particolare, durante l’estate 2025 è prevista l’interruzione della linea ferroviaria da Lecco a Tirano per lavori. Ciò significa quindi che molti turisti arrivano a Varenna tanto via nave che su strada.
Per questa ragione il paese si è trovato in più occasioni particolarmente congestionato. Da qui la proposta del sindaco Mauro Manzoni di istituire una tassa di sbarco. Inoltre, il primo cittadino ha anche proposto l’allargamento della misura ad alcuni comuni del Centro Lario, come Bellagio, Menaggio e Tremezzina.
Wikimedia commons
Le criticità della proposta
In attesa della risposta del Ministero competente, emergono anche alcune criticità. In primis quelle normative, in quanto attualmente la tassa di sbarco è prevista solo per le isole minori. Inoltre, i diversi punti d’accesso di Varenna potrebbero rendere più complessi i controlli. Tuttavia, la situazione potrebbe essere differente se la misura verrà adottata da più comuni della zona.
Wikimedia commons
Altri casi di tassa d’ingresso: da Venezia a Corenno Plinio
In realtà, il nostro Paese vanta già diversi esempi di località che hanno adottato una tassa d’ingresso per gestire i flussi turistici e tutelare il proprio patrimonio.
Il caso più emblematico è senz’altro quello di Venezia, città divenuta simbolo dell’overtourism a livello mondiale. È stato quindi istituito un ticket d’ingresso a Venezia: il contributo, che può arrivare fino a 10 euro nei giorni di maggiore afflusso, viene riscosso tramite una piattaforma online e controlli a campione agli ingressi principali.
Rimanendo nella zona del Lario, un esempio recente è quello di Corenno Plinio, frazione del comune di Dervio affacciata sul Lago di Como. Qui è stato istituito un ticket d’ingresso di pochi euro per accedere al centro storico, noto per le sue suggestive scalinate e il castello medievale. Il contributo è dovuto da adulti e ragazzi a partire dai 10 anni. Esentate numerose categorie, come residenti, lavoratori e ospiti di strutture ricettive.
Pexels
Comments are closed